domenica 30 marzo 2014

Janet Cooke: l’avventuriera americana del giornalismo. Reportage falso sul Washington Post, famoso per “ il Watergate” .





Il famoso giornale Washington Post, che con una sua inchiesta aveva costretto il Presidente americano Richard Nixon alle dimissioni, per la vicenda passata alla storia con il nome Watergate, il 28 settembre 1980  pubblicò in prima pagina un reportage,  intitolato  “Il mondo di Jimmy”.

         L’autrice era la giornalista di colore Janet Clooke  e l’articolo dai  contenuti raccapriccianti  iniziava così:  “ Jimmy ha otto anni  ed è un eiromane di terza generazione… neri occhi vellutati  ….dai capelli color sabbia  e i segni degli aghi ipodermici sparsi come lentiggini sulla tenera pelle delle sue piccole braccia abbronzate  ……eccc….”. 

       La pubblicazione ebbe un’eco immensa e suscitò grandissima commozione su tutti i lettori.
 Anzi molti di essi, si sentirono coinvolti emotivamente dalla struggente storia, a tal punto da movimentarsi  dichiarando di conoscere e/o di aver individuato Jimmy, allo scopo di sottrarlo a una madre che permetteva al convivente di iniettare droga al proprio figlio piccolo.

  Lo scalpore di questa notizia procurò alla Cooke il premio Pulitzer (una specie di Nobel per il giornalismo).   
 Ma, c’era un punto nero che disturbava, Janet Cooke aveva inventato tutto, la storia era totalmente falsa.
  Scalpore e incredulità si levò a tale notizia. Come poteva essere accaduto un disguido informativo così importante? Purtroppo, era successo grazie ad alcune lacune nei controlli editoriali e ad una grande bugiarda,  quale la Jianet Cooke!   

 Si dovette fare chiarezza e riportare  ordine sull’accaduto. 

 Innanzitutto il premio fu restituito mentre  il Responsabile del controllo editoriale della testata, Bill Green, pubblicò sul giornale un lungo articolo chiarificatore, composto da circa 15.000 parole. 
  L’ambizione aveva spinto la Janet ad inventarsi una storia non vera pur di  catalizzare la massima attenzione  sul suo lavoro, svolto peraltro con bravura e capacità a tal punto da accreditarsi la fiducia e l’appoggio del  capo cronista editoriale.
Bill Green  nel suo articolo di spiegazione disse che il punto debole del giornalismo era da ricercare  nella fiducia che il direttore doveva porre nei suoi giornalisti. Quindi, prima della pubblicazione de “il mondo di Jimmy anche per altri articoli importanti (pezzo sul “Watergate”) non si erano accorti di nulla e nessuno aveva dubitato. 
  
La grande avventuriera del giornale dovette confessare, ma tuttavia,  i danni per la credibilità del giornale furono enormi.  

Più tardi si scoprì che la Janet aveva fornito anche  informazioni false nel suo curriculum, presentato insieme alla domanda di assunzione del 1979.



Fonte:
http://www2.uncp.edu/home/canada/work/markport/lit/litjour/spg2002/cooke.htm
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