mercoledì 2 aprile 2014

NEI "COMPRO ORO" LO SPECCHIO DELL'ITALIA IN ROVINA.



Ingovernabilità dello Stato italiano fallimentare.

Da  Il Fatto Quotidiano si apprende che,  nel biennio 2011-2012,  gli italiani hanno svenduto ai numerosi negozietti (comparsi ovunque come funghi)  circa  300 tonnellate di oro e preziosi , per un giro d’affari di  14 miliardi di euro.  La  cifra  è significativa  e la si può collegare  a due fattori:
1.    Gli italiani, spinti dal nuovo stato di bisogno  per  la perdita di lavoro e/o per  le nuove inique imposizioni fiscali ,  hanno dovuto svendere i propri ricordi di famiglia.
2.    La quotazione dell’oro ha raggiunto stime abbastanza alte e, quindi, buona parte degli italiani ha  approfittato della situazione.
   Sicuramente  tra i due , il primo ha determinato  questo fenomeno di massa di vendita dell’oro .  Infatti una moltitudine di cittadini è stata costretta ad autofinanziarsi  per difendersi  dai primi  colpi di mannaia dello Stato per quanto riguarda il pagamento delle tasse e/o  per arrivare a fine mese.
   Questo commercio dell’oro che ha riguardato solo un solo determinato  periodo  per ovvi motivi di esaurimento merce, tuttavia,   è diventato  un  paravento per affari milionari gestiti dalla criminalità.                                             
     E’ una vera  ed intollerabile vergogna  in tutti i sensi !!    A pensarci  sembra che  lo Stato,  battendo cassa indiscriminatamente,  senza tener conto delle capacità economiche delle persone,  abbia estorto indirettamente a queste stesse  il ricavato dell’oro venduto.
  “L’oro alla patria a favore della guerra”, è il ricordo di una realtà passata  ma mi ritorna in mente  purtroppo, con la differenza che a rimetterci sono solo e sempre i più deboli.
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